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Pesca di frodo, rimossa la rete fantasma che minacciava il banco di Santa Croce

Grazie ai volontari di Obbiettivo Mare e del Bikini Diving, la rete di frodo calata e perduta sul Banco di Santa Croce ora non c’è più. Ascoltate l’intervista video di Guglielmo Rasy sulle pagine di Repubblica.
Vico Equense, l’attrezzo minacciava la biodiversità di una zona di tutela biologica. I sub impegnati nell’operazione: “Servono più
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Our Ocean

IMG_1966.JPGLa plastica in mare è, dopo il riscaldamento globale, la principale emergenza che il mondo si trova ad affrontare. Non lo diciamo noi ma i capi di stato e ministri di 112 paesi di tutti i continenti, una regina (Noor di Giordania), due principi (Carlo d’Inghilterra e Alberto II di Monaco), rappresentanti di multinazionali e associazioni riuniti la scorsa settimana a Malta per OurOcean, la conferenza mondiale sul mare a cui abbiamo avuto il privilegio di partecipare grazie all’interessamento della Commissione Europea. Qui un po’ di immagini.

Per due giorni Malta è stata la capitale del mondo, mobilitato per affrontare le grandi questioni del mare: inquinamento, pesca, aree protette, sicurezza e navigazione, economia blu sostenibile, cambiamento climatico. Non si è parlato dei problemi, che sono noti, ma di soluzioni: azioni che governi, aziende e associazioni si impegnano volontariamente a mettere in atto nei prossimi anni, con investimenti il cui valore complessivo supera i sette miliardi di euro. Azioni concrete e misurabili, con un’unità dell’UE che vigilerà sulla loro implementazione.

Fra le promesse ufficiali espresse durante la conferenza eccone qualcuna di quelle che riguardano la plastica: Malta si è impegnata a promuovere il vuoto a rendere sulle bottiglie, per avviarne al riciclo il 70% entro due anni. Il network Sky eliminerà la plastica usa e getta entro il 2020 mentre la Commissione Europea entro l’anno bandirà i bicchieri di plastica nei suoi uffici e meeting, e progressivamente eliminerà l’usa e getta dalle sue mense. Diciannove acquari americani sostituiranno i sacchetti di plastica e le cannucce; entro il 2020, anno in cui abbatteranno del 50% la plastica nelle loro sedi, non venderanno più bottigliette. Procter&Gamble aumenterà la plastica riciclata nelle confezioni, Unilever renderà tutti i suoi prodotti completamente riciclabili in meno di 10 anni. Royal Caribbean Cruise sensibilizzerà i 5 milioni di passeggeri e 60.000 membri dell’equipaggio, l’Irlanda inizierà un programma di educazione ambientale sul mare nelle scuole. Molti stati, imprese e associazioni hanno creato fondi e programmi per aiutare i paesi asiatici, quelli che ne soffrono maggiormente e non hanno mezzi per contrastarla, a gestire l’emergenza per l’inquinamento di plastica in mare. Da qui a pochi anni, la superficie di mare protetto mondiale aumenterà di 2.5 milioni di km2 – una superficie pari a metà dell’intera Unione Europea. La lista completa delle oltre 400 promesse (36 dall’UE, 200 dai governi di paesi in via di sviluppo, 100 dall’industria e altre da ONG, fondazioni, istituti di ricerca e organizzazioni internazionali) la potete trovare qui.

Per Clean Sea Life è stata una importante occasione di incontro con altri progetti a scala europea e mondiale, come ad esempio Green Bubbles e ResponSEAble con cui a breve inizieremo attività in comune, e con Marco Affronte, il parlamentare europeo con il quale il prossimo anno organizzeremo un workshop sulla plastica in mare a livello mediterraneo. Our Ocean è stata anche una grande vetrina per il nostro progetto. Durante la conferenza siamo stati infatti molto attivi su Twitter, il canale che utilizziamo in lingua inglese (Cercateci: @CleanSeaLife). Abbiamo così presentato le attività che i nostri volontari hanno fatto finora (oltre una tonnellata di rifiuti raccolti in quest’estate!) e comunicato al mondo il nostro obiettivo: raggiungere 300.000 persone con il nostro messaggio (non sporchiamo, raccogliamo, usiamo meno plastica usa&getta e ricicliamo di più). La magnifica Sylvia Earle ci ha pregati di ringraziarvi tutti per il vostro impegno. Tutti insieme per un mare pulito!

http://europa.eu/!Ff96nv

 

sul fondo della Laguna

10_detriti_e_barche_sul fondo_malamocco.jpgCopertoni. frigoriferi. container. elettrodomestici. Sul fondo della Laguna di Venezia, in pieno centro.
Sono le straordinarie immagini dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ismar-Cnr) e l’Istituto idrografico della Marina (IIM) a mostrarci cosa si nasconda sul fondo dei canali.
Lo studio, finanziato dal Progetto Bandiera Ritmare del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) e pubblicato recentemente sulla rivista online Scientific Data del gruppo Nature, rileva l’erosione attorno a strutture costruite dall’uomo anche negli ultimi anni e documenta un notevole impatto antropico sui fondali.

L’Ismar-Cnr intende condividere i dati emersi dalla ricerca con la comunità scientifica e i portatori di interesse affinché i prossimi studi sulla laguna abbiano un riferimento utile alla quantificazione di eventuali modifiche della morfologia dei canali, dovute ad esempio alla futura entrata in funzione del sistema di protezione delle acque alte (Mose)” afferma Fantina Madricardo, ricercatrice dell’Ismar-Cnr e responsabile dello studio. “Il rilievo, effettuato nel 2013, ha coinvolto circa 30 ricercatori dell’Ismar-Cnr e dell’Iim ed è durato sette mesi. L’elaborazione dei dati, la cui risoluzione permette di distinguere oggetti con dimensioni più piccole di un metro, ha richiesto un grosso sforzo da parte di molti ricercatori dell’Ismar-Cnr e più di due anni di lavoro. La condivisione dei dati ha permesso inoltre all’Istituto idrografico la pubblicazione delle nuove edizioni di tutte le carte nautiche delle bocche della Laguna. La pubblicazione descrive infine esperimenti innovativi sui rilievi multibeam ripetuti, condotti ad hoc dall’Ismar-Cnr per la validazione dei dati di backscattering acustico”.

 

Maruggio e Clean Sea Life dichiarano guerra ai palloncini!

tmg-article_tallUn bel successo per il progetto Clean Sea Life: il Sindaco Alfredo Longo, ha accolto il nostro invito e ha reso Maruggio il primo Comune d’Italia ad aver bandito il lancio massivo dei palloncini!

L’allegria dei palloncini colorati che si librano nell’aria dura solo qualche minuto. Ma se si potesse seguirne la caduta dal cielo, sul mare o sulla terra, si comprenderebbe che l’impatto sull’ambiente di quell’attimo di gioia grava a lungo sull’ambiente, in particolare modo quello marino.

Frammenti di palloncini e i nastri colorati che li trattengono sono uno dei rifiuti marini più frequenti sulle spiagge italiane, ma il problema non è solo di inquinamento: un palloncino lacerato che galleggia in mare assume infatti la stessa forma e di una medusa o di un calamaro, uno dei cibi preferiti delle tartarughe marine. Qui la storia della tartaruga Chex di questa immagine, ricoverata al Clear Water Marine Aquarium. E’ lunga la lista di organismi nel cui stomaco son stati trovati i palloncini: oltre le tartarughe, delfini, capodogli, diverse specie di pesci e di uccelli, molti di questi finiscono annodati nei nastri colorati.

In considerazione dell’inquinamento e del pericolo che i palloncini pongono alla vita marina, i lanci massicci di palloncini sono vietati in molti luoghi negli Stati Uniti, in Canada, in Inghilterra, in Australia. E ora, grazie al coraggio di un piccolo paesino pugliese, anche in Italia. Qui il video in cui il Sindaco illustra l’ordinanza, che ha avuto subito attuazione: durante i festeggiamenti e la processione della Madonna dell’alto mare, i palloncini venduti erano tutti ancorati a un peso che assicurava la permanenza a terra

https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FilSindaco2.0%2Fvideos%2F201117857092996%2F&show_text=0&width=560

il 5 BioBlitz marino è targato Clean Sea Life!

Questo fine settimana torna il BioBlitz sul Banco di Santa Croce. Un week-end per subacquei, e non solo, all’insegna del mare, delle risate e dell’impegno per l’ambiente. La pulizia del Banco e della spiaggia è preceduta da un briefing in cui si spiegherà la natura e l’impatto dei rifiuti marini, come e quando è consigliabile eliminarli e quando, invece, il danno è superiore al beneficio. I materiali raccolti saranno classificati secondo il protocollo internazionale MEDITS e i risultati saranno condivisi con le autorità. L’evento è organizzato dal nostro partner MedSharks con il Bikini Diving e il supporto di Dive Different e Flyline. Watermarked(2017-06-28-0105).jpg5bioblitz_PROGRAMMA.jpg

Acquario di Cattolica: plastifiniamola!

 

Giovedì 8 giugno, l’Acquario di Cattolica ha celebrato la Giornata Mondiale degli Oceani con un doppio  evento: l’inaugurazione della rinnovata area dedicata al progetto “Plastifiniamola” e la donazione di una rete da plancton a un centro ricerche internazionale. Alice Pari, del nostro partner Fondazione Cetacea, ha preso parte all’evento.A testimoniare la collaborazione fra realtà unite dall’impegno verso l’ambiente, lo staff dell’Acquario ha inoltre partecipato all’evento Clean Sea Life, progetto europeo di sensibilizzazione per la riduzione dei rifiuti marini che si concretizza in operazioni di pulizia e monitoraggio di spiagge e fondali della costa riminese.

Il problema della plastica in mare è particolarmente sentito da Acquario di Cattolica: che a questo tema dedica parte della piattaforma “Salva una specie in pericolo”. Da giovedì 8 giugno, nel percorso blu dell’Acquario, sulla nuova area Plastifiniamola, “aleggerà” qualcosa di molto simile al Pacific Trash Vortex, la famigerata “isola della plastica” dal diametro di 2500 chilometri, che vaga per gli oceani. I visitatori passeranno sotto un tetto galleggiante di involucri e rifiuti, si sentiranno come si sentono le creature marine minacciate, con il risultato di grande impatto emotivo.

 

Notizie sulla giornata su AltaRimini.itIMG_20170608_121906.jpg

 

una giornata di formazione all’Asinara

Il Parco Nazionale dell’Asinara ha organizzato il 25 maggio una giornata di formazione e sensibilizzazione sui rifiuti marini, una delle grandi sfide ambientali dei nostri giorni.

La criticità di questa emergenza è evidente lungo tutte le coste del Mediterraneo e nemmeno un’isola protetta come l’Asinara ne è esente. Qui i rifiuti non provengono dai visitatori, a cui è richiesto di riportare sulla terraferma qualsiasi tipo di scarto, ma dalle onde e le correnti che trasportano gli scarti provenienti  sia dalle coste vicine che da quelle lontane. Lo dimostrano alcuni degli oggetti conservati dal personale del Parco durante le attività di pulizia: il giubbetto di salvataggio della Costa Concordia, un cartello segnaletico del comune di Antibes, la serie di palloni di ogni disciplina sportiva – calcio, pallavolo, pallanuoto, golf, biliardo – che a breve formeranno il nucleo di un mostra permanente.

Il Parco dell’Asinara sta affrontando l’emergenza rifiuti marini con un’importante sforzo di comunicazione e sensibilizzazione all’interno del progetto europeo Clean Sea Life, di cui è capofila.

La giornata di formazione e sensibilizzazione sui rifiuti marini era inserita nelle celebrazioni dei 25 anni dell’entrata in vigore della principale direttiva europea per la protezione dell’ambiente, la Direttiva Habitat, e del programma LIFE, il programma della Commissione Europea che cofinanzia azioni a favore dell’ambiente.

La prima parte ha fornito gli strumenti ai biologi, veterinari, naturalisti, appassionati ambientalisti e il personale della Capitaneria di Porto per riconoscere e classificare i rifiuti marini, e illustrato il contributo tecnico di Clean Sea Life per individuarne la provenienza e i responsabili. Nel pomeriggio, dopo la pulizia e monitoraggio della spiaggia di Campo Perdu – all’apparenza intonsa, ma da cui sono stati raccolti quattro sacchetti di rifiuti – il direttore Pierpaolo Congiatu ha confermato l’impegno del Parco contro rifiuti marini. Eleonora de Sabata di MedSharks ha illustrato Clean Sea Life che punta sulla sensibilizzazione, anche attraverso i social network, e il coinvolgimento del pubblico in attività di volontariato contro i rifiuti marini. Come dimostra il diving Cala d’Oliva di Alessandro Masala che nelle giornate di pulizia dei fondali dell’isola ha recuperato ruote, carrelli della spesa, elettrodomestici e persino il manichino “Wilson”, diventato star del web. Daniele Denurra, il veterinario del CRAMA, ha confermato che almeno metà delle tartarughe marine in cura nell’ospedale dell’Asinara ha ingerito notevoli quantità di plastica. Il professor Antonio Terlizzi, dell’Università di Trieste, ha messo in guardia sui possibili problemi futuri, quando la plastica presente in mare si sarà frantumata in coriandoli sempre più piccoli, che potrebbero entrare non solo nella catena alimentare ma addirittura all’interno delle cellule. Ha chiuso i lavori Ivan Norscia di NEEMO GEIE – Timesis, in veste anche di monitor europeo del progetto Clean Sea Life, che ha fornito alcuni spunti per le proposte progettuali europee LIFE.

Per collaborare a Clean Sea Life è sufficiente  aderire  al “manifesto” del progetto presente sul sito www.cleansealife.it: non è una petizione ma l’impegno ad attivarsi concretamente contro questa piaga. Tre i principi da rispettare: non gettare nulla nell’ambiente (nemmeno i mozziconi di sigaretta! – recuperare una bottiglia, un flacone o qualche oggetto di plastica dalla spiaggia o di fondali durante ogni passeggiata in spiaggia e un rinnovato impegno nella raccolta differenziata, oltre che limitare l’uso della plastica sua e getta.FullSizeRender.jpg

la carica dei 70 scout per la Giornata della Terra

Per celebrare la giornata mondiale della Terra, 70 ragazzi degli Scout Agesci Viareggio 3 hanno aderito a Clean Sea Life e si sono impegnati a pulire la spiaggia viareggina del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli. In un pomeriggio di lavoro hanno recuperato ben 23 sacconi di rifiuti, 19 di plastica e 4 di vetro.
Bravissimi!

Clean Sea Life all’Agenzia Europea per l’Ambiente

Due giorni molto intensi a Copenaghen all’EEA, European Environment Agency. La riunione è organizzata per la messa a punto della App Marine Litter Watch, sviluppata dall’Agenzia per raccogliere informazioni su cosa c’è sulle spiagge europee, e per pianificare nuove iniziative.

Per Clean Sea Life, Legambiente e MedSharks stanno preparando la versione in italiano e i materiali formativi che saranno pronti per il prossimo evento di raccolta dati Marine Litter Watch Month a settembre!